lunedì 14 febbraio 2022

 

                                            FOO-FIGHTERS


La recente pubblicazione di un documentatissimo libro di Graeme Rendall ha fatto riaffiorare un certo interesse per questo controverso aspetto della Seconda Guerra Mondiale.

I “foo-fighters” hanno mantenuto il loro segreto nel corso delle sette decadi che ci separano dalla fine del secondo conflitto mondiale, anche se sono stati oggetto di ricerche, analisi e ipotesi che hanno tentato, almeno come obiettivo minimo, di dare una collocazione a questa strana casistica rispetto al più vasto e importante fenomeno UFO - che ha coinvolto milioni di testimoni ai quattro angoli del mondo - considerando la stretta rassomiglianza fenomenica.

Purtroppo, nessuno è ancora riuscito a trovare una spiegazione minimamente convincente ai numerosi avvistamenti di luci notturne e palle di fuoco diurne che numerosi piloti su entrambi i fronti riportarono nei loro rapporti di volo a partire dal 1941, sia sul fronte europeo che - una volta capitolata la Germania nazista – su quello del Pacifico nel cruento scontro che oppose il Giappone agli Stati Uniti d'America, terminato tragicamente il 6 e 9 agosto del 1945 col lancio di due bombe atomiche sulle città di Hiroshima e Nagasaki.

La controversa casistica dei “foo-fighters” può essere considerata come la prova generale della presenza del fenomeno UFO che successivamente si manifestò ufficialmente in tutta la sua evidenza ed imponenza dal pomeriggio del 24 giugno 19417 quando l'imprenditore Kenneth Arnold, mentre era ai comandi del proprio aereo, vide nove velocissime aeronavi vagamente discoidali manovrare pericolosamente nei pressi della vetta del Mount Rainier, facente parte della catena delle Cascade Mountains nello stato di Washington.

Fino ad allora solo rari resoconti inviati dai reporters di guerra sul fronte europeo e asiatico aveva parlato di luci misteriose che si muovevano in cielo intimorendo gli equipaggi di volo di tutte le nazioni belligeranti.Qui sotto propongo la traduzione del primo report sui foo-figjhter apparso sulla stampa americana, pubblicato sull'organo ufficiale dei veterani delle forze armate statunitensi.





         The American Legion Magazine    Dicembre 1945 – Volume 39 n°6


                                           The Foo-Fighter Mistery


                                              by Jo Chamberlain



                              Traduzione e adattamento by Roberto Raffaelli


DURANTE GLI ultimi mesi di guerra gli equipaggi di molti B-29 in volo sul Giappone videro quelle che hanno descritto come "palle di fuoco" che li seguivano, di tanto in tanto si avvicinavano fino a toccare quasi la coda, cambiando colore dall'arancione al rosso al bianco e viceversa,però senza mai avvicinarsi per attaccare o speronare i velivoli , con lo stile dei piloti suicidi.

Un B-29 ha fatto manovre evasive all'interno di una nuvola, ma quando è emerso il B-29, la palla di fuoco era esattamente nella stessa posizione relativa. La cosa sembrava trovarsi acirca 500 metri di distanza. tre piedi di diametro, ed emetteva un bagliore arancione fosforescente. Non era visibile alcuna ala o fusoliera che suggerisse trattarsi una bomba volante o di un aereo. La palla di fuoco seguì il B-29 per diversi chilometri, poi scomparve
misteriosamente come era apparsa, alla luce dell'alba sul monte Fujiyama.

Alcuni equipaggi di B-29 riferirono di essere in grado di poter distanziare  le palle di fuoco con manovre evasive, anche se quelle cose potevano tenere il loro passo alla massima velocità in volo rettilineo; altri equipaggi di B-29 riferirono esattamente l'opposto. Nessuno è mai riuscito a capire esattamente.

Un B-24 Liberato era in volo lontano a sud a 11.000 piedi sopra la laguna di Truk, quando due luci rosse arrivarono rapidamente dal basso, ed iniziarono
seguire il B-24. Dopo un'ora, una tornò indietro mentre l'altra continuò l'inseguimento, a volte dietro, a volte di fianco, a volte avanti circa 1.000 iarde, fino all'alba quando salì a 15.000 piedi per posizionarsi nel sole, come un caccia giapponese pronto all'attacco in picchiata, ma l'attacco non si è mai verificato. Durante il volo, la luce aveva cambiato colore da rossa ad arancione, poi bianca e poi di nuovo arancione, sembrava avere le dimensioni di un pallone da basket, nessuna ala o fusoliera era visibile. Il pilota del B-24 contattò le stazioni radar dell'isola chiedendo se ci fossero aerei nemici nel suo settore.
La laconica risposta fu: "Nessuno".

Una curiosa attività per la quale molte ipotesi sono state avanzate ancor prima che la guerra fosse finita ma nessuna si è rivelata risolutiva del mistero. Il punto importante è che nessun B-29 è mai stato danneggiato dalle palle di fuoco, anche se nessuno sa cosa potrà avvenire in futuro.

I giapponesi stavano cercando disperatamente di rafforzare la loro difesa antiaerea in ogni modo possibile, ma senza successo. I nostri B-29 hanno continuato a far piovere bombe sugli obiettivi militari giapponesi, ed infine hanno sganciato la bomba atomica.

Naturalmente, le autorità dell'esercito degli Stati Uniti in Giappone cercheranno di scoprire il segreto, ma la cosa potrebbe essere difficile così come sembra esserlo in Europa. Le sfere di fuoco continuano a essere un mistero, proprio come lo erano quando furono osservate per la prima volta dall'altra parte del mondo sulla Germania orientale.

Questo è il modo in cui tutto cominciò. Alle dieci di una sera di novembre, alla fine del 1944, il tenente Ed Schlueter decollò con il suo caccia notturno da Digione, in Francia, per quella che pensava sarebbe stata una missione di routine per il 415th Night Fighter Squadron.

Il tenente Schlueter è un giovane alto e competente pilota di Oshkosh, Wisconsin, il cui lavoro, assai pericoloso. era cercare nel cielo notturno gli aerei tedeschi ed abbatterli lo aveva fatto diverse volte e per questo era stato decorato come uno dei nostri i migliori piloti da caccia notturni e per questo era abituato a gestire ogni tipo di emergenza. Con lui come osservatore radar c'era il tenente Donald J. Meiers, e il tenente Fred Ringwald, ufficiale dei servizi segreti del 415th, che volava come osservatore. Il loro profilo di missione prevedeva un pattugliamento nel cielo notturno su entrambi i lati del fiume Reno, a nord di Strasburgo-luogo per secoli descritto come dimora di sirene, nani, gnomi e altri personaggi soprannaturali che richiamavano fortemente il drammatico senso esoterico di A. Hitler. Tuttavia, in questa fase della guerra europea, il Reno non era un palcoscenico ma un cupo campo di battaglia, dove i tedeschi stavano facendo la loro ultima grande resistenza.

La notte era abbastanza chiara, con qualche nuvola e un quarto di luna. C'era
discreta visibilità. Per certi versi, un aereo da caccia notturno opera come un pugile con un occhio in cattive condizioni; per questo deve fare affidamento sugli altri sensi per inquadrare suo avversario. L'U.S. Army ha una rete di stazioni radar al suolo, che tracciano tutti gli aerei in volo in un determinato settore ed informano i caccia notturni sulla localizzazione di qualsiasi aereo. Il caccia notturno si dirige lì poi aggancia il target col proprio radar fino a quando di solito non vede il nemico, e se l'altro aereo non si identifica come amico, spara e lo abbatte. 
Oppure, veniva abbattuto lui stesso, perché i tedeschi utilizzavano i loro aerei più o meno nello stesso modo in cui lo facevamo noi. e così facevano i giapponesi.

Il tenente Schlueter stava volando abbastanza basso in modo da percepire immediatamente lo sbuffo vapore bianco di una locomotiva oscurata o la sinistra mole di un convoglio a motore, ma anche abbastanza alto per evitare ciminiere, palloni di sbarramento, proiettori e batterie della contraerea. Lui e Ringwald era in allerta, anche perché c'erano le montagne vicine. L'interno dell'aereo era buio, per una buona visione notturna. Il tenente Ringwald disse: "Chissà cosa sono le luci, laggiù su quelle colline." "Probabilmente stelle," disse Schlueter, sapendo per lunga esperienza che le dimensioni e il carattere delle luci è difficile da stimare di notte.

"No, non credo." "Sei sicuro che non sia un riflesso da parte nostra?"

"Sono sicuro."

Poi Ringwald si ricordò: non c'erano colline laggiù. Eppure le "luci" erano ancora accese - otto o dieci in fila - palle di fuoco arancioni che si muovevano nell'aria a una velocità spaventosa.

Schlueter le vide lontane alla sua sinistra. Forse i caccia nemici lo stavano inseguendo?

Fece un immediato controllo via radio con stazioni radar terrestri alleate. "Non c'è nessuno lassù tranne il vostro aereo", fu la risposta. In effettui nessun aereo nemico appariva nel radar del tenente Meiers.

Il tenente Schlueter non sapeva cosa avessesse di fronte - forse una nuova e letale arma tedesca – mise l'aereo in virata verso le luci, pronto per l'azione, ma le luci erano scomparse per riapparire poi molto lontane. Cinque minuti dopo entrarono in una planata piatta e svanirono.

Gli aviatori perplessi continuarono la loro missione e distrussero sette treni merci dietro le linee tedesche. Quando atterrarono a Digione, decisero di fare l'unica cosa sensata: tacere, per il momento. Se dovessi spiegare ogni cosa strana che succede in guerra, non faresti nient'altro. Inoltre, Schlueter e Meiers avevano quasi completato le missioni richieste e non volevano correre il rischio di essere messi a terra per "fatica da combattimento".*

Forse stavano "vedendo delle cose". Ma poche notti dopo. Il tenente Henry Giblin, di Santa Rosa, California, pilota, e il tenente Walter Geary, di Worcester, Massachusetts , osservatore radar, volavano a 1.000 piedi di altitudine quando videro una enorme luce rossa a 1000 piedi in movimento sopra di loro che si muoveva a 200 miglia all'ora. Poiché l'osservazione venne fatta in una sera di inizio inverno, gli uomini pensarono di aver mangiato qualcosa di pesante e non si è affrettarono a riferire la propria esperienza.

Il 22-23 dicembre 1944. un altro pilota del 415th night fighter squadron col suo osservatore radar stavano volando a 10.000 piedi di altitudine vicino a Hagenau. "Alle 06:00 abbiamo visto due luci che salivano verso di noi da terra.

Una volta raggiunta la nostra quota, si livellavano e si posizionavano in coda. Le luci sembravano grandi bagliori arancioni. Dopo averci seguito per due minuti fecero un peel off allontanandosi rapidamente."

La notte successiva gli stessi due uomini. volando a 10.000 piedi, osservarono una singola fiamma rossa.

Il tenente David L. McFalls, di Cliffside. NC, pilota e il tenente Ned Baker di Hemat. California, osservatore radar, videro: "Un brillante oggetto rosso che volava rapuido verso l'alto, che improvvisamente si trasformò in un aereo che effettuava un wing-over, entrava in picchiata e scompariva." Questo fu il primo e unico riferimento ad un dispositivo volante controllato.

A questo punto, le luci erano tutte riportate da membri del 415°. La maggior parte degli uomini prendeva in giro gli osservatori, finché non vedevano qualcosa loro stessi. Anche a fronte di una situazione sconcertante, e potenzialmente letale, il 415° continuò il suo notevole record di combattimento.

Quando l'autore di questo articolo ha visitato la base e parlato con loro in Germania, è rimasto colpito fatto che il personale del 415° erano normalissimi aviatori, il cui interesse primario era il combattimento, seguito dalle pin up, il poker, le ciambelle e i derivati dell'uva.

Il 415° ha avuto uno splendido record. L'intero reparto ha preso le misterioso
luci o palle di fuoco con un grandwe senso dell'umorismo.
I loro rapporti sono stati ricevuti in alcuni uffici del quartier generale col sorriso: "Certo, devi avervisto qualcosa, ma sei sicuro di avrere dormito abbastanza?" Un giorno al rancio un pilota del 415th il ha suggerito di dare un nome alle luci. Un lettore del fumetto "Smokey Stover" suggerì di chiamarli "foo fighters", perché in quella striscia si affermava spesso e inconfutabilmente che "dove c'è foo, c'è fuoco".

Il nome è rimasto.

Ciò che il 415° vide di notte confermato di giorno. A ovest di Xeustadt, un pilota del P-47 vide "una palla color oro, con una finitura metallica, che sembrava muoversi lentamente nell'aria. Poiché il sole era basso, era impossibile dire se il sole si rifletteva su di essa, o se la luce veniva
dall'interno." Un altro pilota di P-47 riportò "una sfera dorata fosforescente, da 3 a 5 piedi di diametro, che volava a 2.000 piedi". Nel frattempo, rapporti ufficiali del "foo-fighter” erano arrivati al quartier generale del gruppo
ed erano stati"annotati". Ora, nell'esercito quando tu "noti" qualsiasi cosa significa che non sei né d'accordo né in disaccordo, né intendi fare nulla al riguardo. Solo coprire tutto.

C'erano vari tentativi di spiegazione per i fenomeni, nessuno soddisfacente, anzi la maggior parte irritante per il 415°.
Si diceva che i foo-fighter potessero essere un nuovo tipo di flare. Ma un flare , non si butta in picchiata, non fa dei peel off e non vira.

Erano congegni per confondere o spaventare o confondere i piloti alleati?
Ebbene, se era così, non ci stavano riuscendo, eppure le luci continuavano ad apparire. Gli equipaggi dell'Eighth Air Force bomber
avevano riferito di aver visto sfere color argento che assomigliavano a enormi ornamenti per alberi di Natale nel cielo: che dire di loro?
Bene, le sfere d'argento di solito fluttuavano e non seguivano mai un aereo. Presumibilmente erano un'idea che i tedeschi avevano tentato nello sforzo infruttuoso di confondere i nostri piloti o ostacolare i nostri radar.

E gli aerei a reazione?

No. I tedeschi avevano degli aerei a reazione, ma non emettevano fiamme allo scarico visibile da qualsiasi distanza.

Potevano essere bombe volanti di qualche tipo, con o senza pilota? Presumibilmente no. Con una sola eccezione, nessuno aveva mai ossewrvato un'ala o una fusoliera.

Palloni meteorologici? No, il 415° era ben consapevole del loro comportamento. Salivano quasi verticalmente,

e alla fine scoppiavano.

Le luci o le palle di fuoco potevano essere traccianti della flak di colore rosso, blu e arancione che gli equipaggi dei bombardieri dell'Ottava Air Force avevano

segnalato?

Bella idea, dissero all 415°, ma non c'era alcuna correlazione tra i foo fighter che osservavano e la contraerea che loro incontravano. E di solito la flak notturna diretta dal radar, non visivamente.

In breve, nessuna spiegazione reggeva.

Il 31 dicembre 1944, il giornalista dell' AP Bob

Wilson, era al 415° ed aveva sentito parlare dei foo-fighter. Interrogò gli uomini

fino alle 4 del mattino nella migliore tradizione giornalistica fino a quando non ritenne di avere ottenuto tutti i fatti. La sua storia superò la censura e apparve sui giornali americani il 1° gennaio 1945, appena in tempo per soddisfare il consueto raccolto di postumi di una sbornia annuale.

Alcuni scienziati di New York hanno deciso,apparentemente da remoto, che quello che gli aviatori americani avevano visto in Germania erano fuochi Sant'Elmo: un noto fenomeno elettrico che si manifesta apparendo come una luce o una fiamma sulle punte dei campanili delle chiese, alberi di navi e alberi ad alto fusto nel corso di tempeste o temporali. In natura i fuochi di Sant'Elmo sono scariche elettriche, di colore rossastro quando sono positive e bluastro quando sono negative.

Al 415° conoscevano perfettamente i fuochi di Sant'Elmo. Gli uomini del reparto sbuffarono: "Lasciate che quei ragazzi vengano una volta in missione con noi. Glieli mostreremo." Per tutto il gennaio 1945, il 415° continuò a vedere i "foo-fighter" mentre la loro condotta diventava sempre più misteriosa.

Un equipaggio osservò luci che si muovevano singolarmente o in coppia. In un'altra occasione, tre gruppi di luci, questa volta di colore rosso e bianco, seguivano un aerioplano, e quando l'aereo improvvisamente salì di quota, le luci continuarono nella stessa direzione, come se fossero state sorprese a fare un pisolino, e poi timidamente si misero in cabrata e continuarono a seguire l'aereo. Il pilota chiese un controllo ai radar di terra ricevendo la solita risposta: “Sei solo”. Questo si verificava ogni volta in cui venivano osservati i “foo fighters.”

Il primo vero indizio arrivò con l'ultima esasperante apparizione delle luci potenzialmente mortali. Non avevano mai impedito al 415° di compiere le proprie missioni, ma loro presenza era sicuramente snervante. L'ultima volta che apparvero i foo-fighter, il pilota virò immediatamente nella loro direzione e le luci sono sparirono. Il pilota era sicuro di percepire la classica turbolenza provocata dall'elica di un altro aeroplano, ma il controllo radar gli confermò che non c'erano altri aerei intorno a lui.

Il pilota continuò la sua missione, turbato, anche arrabbiato, quando notò di avere le luci molto lontane in coda. La notte era serena e il velivolo si stava avvicinando a una enorme formazione nuvolosa. Una volta entrato nella nuvola, si abbassò di duemila piedi facendo contemporaneamente una virata a sinistra di 30 gradi. Pochi secondi dopo essere emerso dalla nuvola, controllando attentamente la parte posteriore abbastanza sicuro di avere seminato i fastidiosi inseguitori, invece nella stessa posizione relativa c'erano ancorale luci, come per ammonire il pilota e poi scomparire inghiottite dalla notte.

Questa era l'ultima volta che i “foo-fighter” vennero avvistati in Germania, come se avessero voluto comunicare un ultimo messaggio raggruppandosi quasi a voler scrivere in cielo: "Indovina un po'", poi svanire per sempre.

Ma non l'hanno fatto.

I foo-fighters sono semplicemente scomparsi quando le forze di terra alleate conquistarono l'area a est del Reno. Questo settore era noto per la presenza

di molti centri sperimentali tedeschi. Dal V-E day la nostra Intelligence

aveva messo sotto sorveglianza molte di queste installazioni. Da loro speriamo di ottenere preziose informazioni sulle ricerche naziste, inclusa la soluzione al mistero del foo-fighter, ma nulla è ancora apparso. Potrebbe essere un successo completamente nascosto per gli anni a venire, forse per sempre.

I membri del 415° sperano che i servizi segreti dell'esercito trovino la risposta. Ma se si dovesse scoprire che i tedeschi non hanno mai avuto
niente del genere in volo in quell'area, dicono: "Saremo tutti pronti per le dimissioni psichiatriche della Sezione Otto".
Nel frattempo, il mistero del “foo-fighter” resta irrisolto. Le luci, o sfere di fuoco, sono apparse e sono scomparse anche dall'altra parte del mondo, sul Giappone, e a questo punto tutte le ipotesi sono valide , perché nessuno sa davvero di cosa si tratta.





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