Questo post è dedicato al Capitano William J. Hull, veterano della compagnia Capital Airlines per la quale operava da 17 anni. Nel Flight Log aveva registrato un totale di 16000 ore di volo con 1700 ore nella funzione di comandante sui quadriturbina Vickers Viscount. Hull era un pilota estremamente preparato e coscienzioso. E' deceduto in un terribile incidente avvenuto alle 23:19 del 6 aprile 1958 nelle fasi finali di avvicinamento alla pista 05 dell'aeroporto di Tri-City, Michigan, mentre era ai comandi del volo Capital Flight 67 da Newark, N.J. a Chicago, Illinois. La causa del disastro venne individuata in un difetto strutturale combinato con una condizione di maltempo che favoriva una improvvisa formazione di ghiaccio che bloccava i piani di coda del Viscount N7437 impedendo ai piloti di portare a termine la procedura di atterraggio. Purtroppo nessuna delle 44 persone a bordo, oltre ai cinque membri dell'equipaggio, sopravviveva al disastro.
L'analisi di questo caso comincia con la traduzione dell'articolo apparso sul bollettino del National Investigations Committee on Aerial Phenomena ( NICAP ). “UFO Investigator” no. 2 del 1957
Traduzione e adattamento di Roberto Raffaelli
Un incontro UFO convince un capitano di aerei di linea in precedenza assolutamente scettico.
Un incontro di due minuti con un UFO bastavano a trasformare uno scettico in un credente, come ha recentemente rivelato il capitano W.J. Hull, pilota veterano della Capital Airlines. Prima della sua esperienza che si verificava mentre era a bordo del suo airliner nei pressi di Mobile, Alabama, il capitano Hull era molto conosciuto tra i piloti per il suo punto di vista decisamente negativo sui dischi volanti.
In un articolo del 1953 pubblicato su THE AIRLINER PILOT intitolato “The Obiutary of the Flying Saucer”, Hull accettava le tesi del Dr. Donald Menzel riguardo alla spiegazione che gli UFO sono fenomeni naturali.
L'articolo del Cpt. Hull su The Airliner PilotSuccessivamente si era dichiarato d'accordo su un riesame dell'evidenza, ma il suo drammatico rapporto era il primo segnale che egli aveva accettato l'idea che gli UFO sono macchine di tipo sconosciuto. Per oltre sei mesi il capitano Hull evitava di pubblicare i fatti, poi rilasciava la storia al Civilian Saucer Intelligence di New York, del quale egli è membro.
Nella notte del 14 novembre 1956 era ai comandi di un quadriturbina Viscount in rotta da New York a Mobile, Alabama, al di sopra di uno strato di nubi sparse che gli permettevano di vedere il suolo a tratti: “Alle 10:10 p.m. EST**” - dice il capitano Hull - “noi eravamo a sole 60 miglia da Mobile quando il mio co-pilota, Peter McIntosh, ed io vedemmo quella che sembrava una brillante meteora. Stavamo volando verso sud-sud-ovest e la meteora attraversò la nostra rotta in caduta da sinistra a destra, prima di diventare visibile nella parte alta del nostro parabrezza. Il Viscount ha una magnifica visibilità verso l'alto. L'oggetto decelerò rapidamente, proprio come fa qualsiasi meteora quando raggiunge gli strati densi dell'atmosfera. Noi ci aspettavamo di vederla bruciare col consueto flash che i piloti vedono spesso, invece si fermò repentinamente di fronte a noi. Era un'intensa luce bianco-bluastra, approssimativamente sette o otto volte la brillantezza di Venere quando questo pianeta è nella fase di maggiore magnitudine.
Pete esclamò: “Cosa diavolo è quello, un jet?”.
Il co-pilota prima pensò che l'oggetto fosse un jet in picchiata che dopo avere virato per allontanarsi dall'airliner aveva acceso il postbruciatore. Ma il capitano Hull sapeva che quella non poteva essere la risposta. Lui aveva visto spesso la luminosità dello scarico dei reattori di notte e questo non aveva il colore giusto, inoltre non diminuiva di grandezza come se fosse in allontanamento. Invece la luce rimaneva di fronte all'aeroplano mantenendo la stessa separazione.
“Afferrai rapidamente il microfono,” - dice il capitano - “e chiamai la torre di controllo di Mobile."
“Bates Tower, qui è Capital 77. Guardate fuori verso nord-est e ditemi se vedete una strana luce bianca ferma in cielo.”
La risposta arrivò rapida:”Capital 77, qui è Mobile Bates Tower. Noi non siamo in grado di vedere molto a causa della copertura di uno spesso strato di nubi. Pensate che l'oggetto sia nelle nostre vicinanze?”
“Affermativo, Si presenta come una lampada a luce bianca, circa un decimo della grandezza della Luna. E' direttamente davanti a noi, alla nostra stessa quota o leggermente più in alto. Noi siamo ora su Jackson in discesa verso 10.000 piedi. Prego chiamare la torre di Brookey Field e chiedere al controllore se riescono a vederla sul loro radar.”
La Brookley AFB, venti miglia a sud-est di Bates Field era sintonizzata su una frequenza militare che le radio di bordo del Viscount non erano in grado di captare. Immediatamente dopo questo scambio di messaggi radio l'UFO cominciò a manovrare, saettando avanti e indietro, salendo per ricadere poi, effettuando virate strettissime, più acute di qualsiasi aereo conosciuto, alcune volte cambiando direzione a 90 gradi in un istante. Durante tutta questa esibizione il colore rimaneva fisso sul bianco-bluastro, senza mai aumentare o diminuire di grandezza.
“MacIntosh e io guardavamo completamente sbalorditi quella snervante esibizione,” - continua il rapporto del capitano Hull - “Pensai di chiamare i passeggeri sull'interfono, ma l'oggetto era direttamente davanti a noi ed effettuava le sue performance in un settore assolutamente invisibile dalla cabina passeggeri.”
Dopo circa mezzo minuto o poco più di quello strano volo, l'UFO improvvisamente si fermò e rimase ancora una volta stazionario. Fu circa in quel momento che Mobile Bates Tower chiamò:
“Capital 77, noi stiamo provando a contattare Brookley Tower:”
In quel momento l'UFO iniziò ancora un'altra serie di pazze rotazioni, 8 lenti , chandelle squadrate, ondeggiamenti con una specie di cadenza ritmica attraverso l'aria. Poi l'oggetto scattò verso il Golfo del Messico, salendo con un angolo ripidissimo ad una velocità fantastica che lo fece rimpicciolire rapidamente fino a diventare un puntino e scomparire nella notte. Secondo il capitano Hull la cosa più incomprensibile riguardo le performance di quella cosa era che l'oggetto era rimasto sempre alla stessa distanza dall'aereo durante tutta l'esibizione.
“Come faccio a saperlo?” - chiede Hull - “non aumentava mai di grandezza, mentre noi nel Viscount, stavamo piombandogli contro a più di 5 miglia al minuto ( 300 mph ovvero 540 km/h). Se fosse rimasto in vista due minuti ed avesse operato nell'area, noi avremmo dovuto essere almeno dieci miglia più vicino. Ora, certamente qualunque oggetto volante si presenta in modo diverso quando viene visto attraverso tali variazioni di distanza. Per questo l'UFO deve essere riuscito a rimanere alla stessa distanza da noi nel corso dell'intero display.”
Inoltre, puntualizza il capitano Hull, il Viscount era, “sopra le nubi precludendo ogni possibilità di riflessi provenienti dal suolo. Io ho visto centinaia di fari pubblicitari riflettersi sulle nubi, ma questo era qualcosa di neanche lontanamente correlato. Allo stesso modo escludo la presenza di aerei ( almeno quelli conosciuti), palloni, missili e qualsiasi altro manufatto di mia conoscenza lanciato da terra. La cosa che non riesco a superare è il fatto che in arrivo era in una ripidissima picchiata; mentre in partenza dopo il fantastico show, era in una altrettanto ripida cabrata! Ora io vi chiedo: questa può essere una macchina basata sulla Terra? Io ho seguito questo spettacolare avvistamento a Mobile. Gli operatori della torre di controllo hanno raggiunto Brookley con un leggero ritardo, ma i controllori non hanno visto nulla e poiché non era previsto nessun volo militare notturno perciò i radar di sorveglianza non erano operativi in quel momento”
Il capitano Hull non ha riportato questo avvistamento alla stampa. Non una parola venne stampata sulla faccenda fino a quando egli stesso non rivelò i dettagli a John DuBarry, ex direttore associato di TRUE. DuBarry è ora presidente del Civilian Saucer Intelligence di New York. Nel momento dell'avvistamento il capitano Hull aveva 15000 ore di volo all'attivo e più di 3 milioni di miglia registrate sul suo flight log book.
**Eastern Standard Time
Scettico o....?
Questo sighting è un classico della casistica che tratta gli incontri UFO-aerei, potremmo definirlo “il caso dell'UFO acrobatico”. Questo avvistamento è stato preso in esame, tra gli altri, anche dal Condon Commitee e da J.A. Hynek per il CUFOS, oltre a fare parte della casistica analizzata dal NARCAP di R. Haines. L'articolo scritto dal capitano Hull al quale fa riferimento l'articolo esposto sopra venne pubblicato sul bollettino The Airliner Pilot n.ro 9 del 1953 nel quale Joe Hull scriveva:” Confesso che fin dal primo avvistamento di Kenneth Arnold sul Monte Rainier nel 1947 (non fu proprio il primo, secondo il dottor Menzel) ho creduto implicitamente all'esistenza di questi nebulosi fuochi fatui, difendendo con passione le mie opinioni contro tutti gli “eretici " attacchi degli scettici. Gli avvistamenti di non pochi,autorevoli, colleghi (decine di piloti di linea hanno riferito di strani oggetti nel cielo) non fece altro che aggiungere più forza ad una preponderanza di prove, già presenti, che in effetti il mondo stava vedendo qualcosa nuovo. Ho svolto instancabili ricerche sull'argomento per sei anni, intervistando altri piloti, operatori delle torri di controllo, centinaia di passeggeri e profani di ogni estrazione sociale. Ho divorato voracemente ogni parola stampata sull'argomento, articoli di giornali e riviste a decine, e ho comprato ogni nuovo libro con la stessa rapidità con cui arrivava sul mercato.(...) Donald Keyhoe, redattore di aviazione è stato il primo a speculare sull'origine interplanetaria dei dischi volanti, postulazione che ha trovato un sempre maggiore supporto, fino ad oggi è la teoria ritenuta più plausibile dai fans dei dischi volanti.(...) Il dottor Menzel, invece, una volta per tutte, fa esplodere tutte le sciocche nozioni che ho condiviso con milioni di altre persone, ma paradossalmente non nega l'esistenza dei dischi vonti o degli avvistamenti. Ammette prontamente che i dischi sono reali, ma lui dimostra che non sono ciò che l'osservatore pensa che siano.(...) La presentazione del dottor Menzel è spassionata e metodica, la sua logica è brillante. Il suo libro riflette una enorme capacità di ricerca.(...) Il dottor Menzel ha reso un grande servizio al suo Paese e al mondo. Ha smentito con semplicità centinaia di dischi volanti presumibilmente reali con un semplice espediente nel processo di pensiero, consegnandoli per sempre al limbo che meritano, insieme alla magia e alla stregoneria. Gli sono grato per la liberazione. D'ora in poi, la mia macchina fotografica, che è stata per anni la mia costante compagna nella cabina di pilotaggio può rimanere chiusa nella mia borsa di volo”
Hull esternava in questo scritto tutta la propria delusione nei riguardi di un fenomeno che egli aveva affrontato con lo spirito positivo del “credente”, quindi, senza un solido supporto tecnico e che ora il libro di uno scienziato scettico, il dottor Menzel, lo induceva a dover accettare il fatto che l'aver “fede” in un fenomeno ad alto coefficiente di stranezza come la casistica ufologica non era stata la scelta migliore. Sorprendentemente per un bollettino riservato ad una categoria relativamente ristretta di specialisti del volo nel successivo n.ro 10 di The Airline Pilot compariva una risposta firmata del dell'ex maggiore pilota dei Marines, Donald Keyhoe, il più noto studioso della casistica dei “flying saucer” di quel periodo col titolo “Flying saucer – Fact or Fancy?”. L'articolo di Keyhoe aveva una breve presentazione a cura della redazione di The Airline Pilot che iniziava così:
“Quando l'articolo del capitano Joe Hull,"The obiutary of the flying saucer", é apparso su THE AIRLINE PILOT del mese scorso, la redazione non aveva idea del furore che avrebbe suscitato. Decine di lettere ricevute dai nostri lettori, dimostrano che l'argomento è ben lontano dell'essere morto.”
Nel 1953 il maggiore Keyhoe era un uomo famoso. Nel 1922, rimase ferito abbastanza gravemente ad un braccio a caua di un incidente aereo sull'isola di Guam e nel corso della lunga convalescenza aveva cominciato a scrivere. Nel 1927 ebbe l'incarico di seguire la trasvolata atlantica di Charles Lindberg, sulla quale nel 1928 scrisse un libro che ottenne un certo successo, permettendogli di iniziare la sua carriera di scrittore di articoli a carattere aviatorio e romanzi pulp nei quali i protagonisti erano collegati col mondo dell'aviazione. Nel 1947, a seguito del grande clamore mediatico suscitato dal primo avvistamento di dischi volanti nello stato di Washington, cominciò ad interessarsi sempre più approfonditamente di questa strana casistica, prima scrivendo una serie di articoli per la rivista True, poi, pubblicando nel 1950 il suo primo libro sull'argomento intitolato “The flying saucer are real”, nel quale per la prima volta in assoluto Keyhoe accusava l'Air Force di nascondere le prove della provenienza extraterrestre dei dischi volanti. Il grande successo ottenuto dal suo primo libro lo indusse, nel 1953, a pubblicarne un altro intitolato “Flying saucer from outer space”, nel quale sosteneva la sua ipotesi extraterrestre portando a supporto una serie di rapporti ufficiali interviste fatte a personale di alto rango dell'Air Force e del Pentagono. Quindi l'articolo scritto per The Airline Pilot era la risposta autorevole di un personaggio che negli anni successivi sarebbe diventato l'immagine stessa della critica più aspra alla politica del “debunking” praticata dagli apparati militari e implicitamente del disinteresse della comunità scientifica rappresentata dal più scettico degli scienziati: il dottor Menzel.
Questo è l'incipit dell'articolo apparso sul n.ro 10 di The Airliner Pilot:
“In un recente numero di Air Line Pilot, il capitano Joe Hull, aveva previsto che il 1953 avrebbe segnato la fine dei “dischi volanti”. Dopo avere passato diversi mesi dietro le quinte del Pentagono, io credo che il Capitano Hull sia stato ingannato, come altri sinceri convertiti, dalle teorie del dottor Donald Menzel. Dal 1951, all’insaputa della maggior parte degli americani, un piccolo gruppo di alti ufficiali e funzionari governativi è stato segretamente informato sui dischi volanti da parte dell'intelligence dell'aeronautica. Durante lo scorso anno, con l'autorizzazione dell'Air Force, ho potuto vedere una gran parte delle prove utilizzate in questi briefing segreti. Queste prove hanno incluso oltre 40 dei più importanti avvistamenti irrisolti presenti negli archivi dell'Air Technical Intelligence Center (ATIC). Inoltre, l'ATIC mi ha fornito dichiarazioni ufficiali che confutano categoricamente il Le spiegazioni del Dr. Menzel. Come il capitano Hull, ho letto attentamente il libro del dottor Menzel, “Flying Saucers”. Considerando la reputazione e la posizione scientifica di Menzel, le sue affermazioni mi hanno sorpreso; nessuna delle sue risposte coincideva con prove ufficiali già in mio possesso. Per essere ancora più sicuro, ho posto diverse domande al Project Bluebook, l'agenzia investigativa sui dischi volanti di Dayton. Ecco la prima parte della loro risposta ufficiale, rilasciatami per la pubblicazione nel mio nuovo libro, “Dischi volanti dallo spazio”: “Queste spiegazioni erano note al Progetto, e attentamente considerate, molto prima che Menzel pubblicasse le sue teorie. Spiegano solo una piccola percentuale degli avvistamenti (. . .) Su richiesta dell’ATIC, eminenti scienziati hanno analizzato le affermazioni di Menzel. Nessuno di loro ha accettato le sue risposte. (. . .) Il dottor Menzel è stato invitato dal Project Blue Book ad applicare le sue teorie a tutti gli avvistamenti inspiegabili, utilizzando i casi presenti negli archivi del Progetto resi disponibili per questo scopo. Lui però, non si è avvalso di questa offerta....”
Le argomentazioni di Keyhoe però non ebbero grande effetto su Hull che rimase scettico fino a quel fatidico 14 novembre del 1956 quando vide coi propri occhi la realtà di un fenomeno inusitato. Evidentemente la cosa ebbe un grande impatto sulle sue convinzioni, tanto che per mesi non ne parlò con nessuno al di fuori del ristrettissimo ambiente famigliare e aeronautico.




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